Il mondo animale è molto più “matematico” di quanto immaginiamo. Certo, nessuno scoiattolo o zebra si metterebbe a risolvere equazioni, logaritmi o problemi algebrici; tuttavia, moltissime specie, anche insospettabili, possiedono una forma di competenza numerica che permette loro di percepire e stimare le quantità. Si tratta di una capacità chiamata “senso numerico approssimato”: una sorta di percezione dei numeri che aiuta gli animali a interpretare l’ambiente circostante e a prendere decisioni utili alla loro sopravvivenza.
Secondo Giorgio Vallortigara, professore di neuroscienze all’Università di Trento, questa abilità dipenderebbe dai cosiddetti “neuroni numerici”, cellule nervose che rispondono in modo specifico a determinate quantità.
Contare per vivere: a cosa serve “fare i conti” nel mondo selvaggio?
Nel regno animale, saper distinguere tra uno, due o cinque può fare una grande differenza. La capacità di riconoscere le quantità, anche in modo approssimativo, può servire a:
- evitare predatori (meglio entrare in una tana solo se tutti i pericoli sono usciti!),
- scegliere il gruppo più numeroso con cui spostarsi (perché l’unione fa la forza),
- scegliere fonti di cibo più abbondanti,
- o persino riconoscere il numero di rivali o potenziali partner
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