Quando le giornate si accorciano e il freddo comincia a farsi sentire, la natura entra in una nuova fase. Molti animali cambiano abitudini per affrontare la stagione più rigida e anche gli uccelli non fanno eccezione. Ma come si preparano all’inverno? E, soprattutto: tutti affrontano il gelo allo stesso modo?
Chi parte, chi resta
Nel Nord Italia alcune delle specie più familiari che osserviamo in primavera ed estate – come rondini, balestrucci, rigogoli e luì piccoli – migrano verso l’Africa per cercare climi più miti e cibo più abbondante. Il viaggio è lungo e pieno di pericoli, ma per loro è l’unica possibilità di sopravvivenza quando insetti e risorse naturali diventano scarsi.
Altre specie, però, scelgono di restare. Le difficoltà non mancano, ma il problema principale non è tanto il freddo, quanto la scarsità di cibo e acqua. Uccelli come il pettirosso, il merlo, la cinciallegra, la cinciarella, il fringuello e il verdone rimangono attivi anche nei mesi più freddi, adottando strategie ingegnose: alcuni modificano la dieta, altri si avvicinano ai centri abitati, dove le temperature sono leggermente più miti e il cibo può essere più facile da trovare.
Durante l’inverno le zone umide della Lombardia diventano rifugio per numerosi uccelli acquatici che scelgono di svernare qui. In queste aree – laghi, fiumi e paludi – si possono osservare folaghe, aironi e diverse specie di anatre, tra cui la rara e affascinante moretta tabaccata (Aythya nyroca), che predilige le acque calme e ricche di vegetazione. Questi uccelli trovano negli ambienti acquatici risorse preziose: piante sommerse, piccoli invertebrati, semi galleggianti. Anche se le temperature sono basse, le acque non completamente ghiacciate offrono loro riparo e nutrimento sufficiente per affrontare la stagione.
E poi ci sono i rapaci, maestosi cacciatori che dominano i cieli anche d’inverno. Poiane, sparvieri, falchi, nibbi e i più discreti gufi e civette popolano le campagne, i boschi e le colline lombarde, dove restano fedeli ai loro territori o si spostano solo su brevi distanze. L’inverno per loro è una sfida diversa: il freddo riduce la presenza di prede come topi, piccoli uccelli o insetti. Ma grazie a una vista acutissima, un udito finissimo e tecniche di caccia silenziose ed efficaci, riescono a sopravvivere anche nei mesi più duri.
Come possiamo aiutarli?
Per fortuna, anche nel nostro piccolo possiamo fare molto per sostenere gli uccelli durante l’inverno. Ecco come:
- prepara una mangiatoia sul balcone o in giardino: offri semi (di girasole, miglio, avena), fiocchi d’avena, frutta secca non salata o palline di grasso vegetale con semi. Evita pane, biscotti e cibo salato o cotto
- fornisci acqua fresca in un sottovaso poco profondo, cambiandola spesso per evitare che geli
- lascia angoli selvatici nel giardino, con siepi, cumuli di foglie e legnetti, o installa casette-nido in legno grezzo, ben riparate
- osserva con rispetto: guardali, ma non avvicinarti troppo. La tranquillità è fondamentale, specialmente mentre si nutrono
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