Il nostro scoiattolo
Lo scoiattolo rossoSciurus vulgaris, è da sempre uno dei protagonisti dei boschi italiani. Lo si riconosce subito: corpo agile, coda lunga e vaporosa, orecchie con ciuffetti e un mantello che può variare dal rosso acceso al marrone scuro. Vive tra i rami degli alberi, dove costruisce comodi nidi usando foglie, ramoscelli e muschio.
In autunno si dedica a raccogliere semi e nocciole, che nasconde sottoterra per avere scorte durante l’inverno. Spesso, però, dimentica dove le ha messe. Così, senza volerlo, aiuta il bosco a rigenerarsi: da quei semi nasceranno nuovi alberi. Anche per questo lo scoiattolo rosso è considerato un prezioso alleato della foresta.
L’arrivo del grigio
Lo scoiattolo grigioSciurus carolinensis, proviene dal Nord America. È stato introdotto in Italia dagli esseri umani a partire dagli anni ’40, soprattutto in parchi e giardini privati. All’inizio sembrava solo una curiosità esotica, ma nel tempo si è adattato così bene da iniziare a diffondersi anche nei boschi, specialmente al Nord: in Piemonte, Lombardia, Liguria e in alcune zone dell’Umbria.
Questo scoiattolo ha diverse caratteristiche che lo rendono molto competitivo: è più grande, resiste meglio al freddo, trova più facilmente il cibo e ha meno paura dell’uomo. Per questo oggi lo vediamo anche nei parchi cittadini.
Perché non possono convivere
A prima vista sembrano solo due versioni diverse dello stesso animale. Ma tra loro la convivenza è tutt’altro che semplice. Non si scontrano direttamente, ma competono per tutto: cibo, rifugi, spazio. Il grigio è più veloce nel trovare risorse, e così finisce per togliere ogni possibilità al rosso, che piano piano scompare.
Il problema più grave, però, è sanitario. Il grigio è portatore sano di un virus chiamato Parapoxvirus: per lui è innocuo, ma per il nostro scoiattolo rosso è spesso letale. In molte zone, dopo l’arrivo del grigio, il rosso è sparito nel giro di pochi anni.
Quando una specie diventa “aliena”
Gli scienziati definiscono il grigio una specie aliena invasiva. Questo significa che è stata introdotta dall’uomo in un ambiente dove non esisteva prima e, una volta ambientata, finisce per danneggiare le specie locali. Non si tratta di cattiveria: il grigio si comporta semplicemente come farebbe in natura. Ma nel nuovo habitat, senza predatori naturali e con una marcia in più rispetto al rosso, è diventato una vera minaccia.
Il problema non è l’animale in sé, ma l’equilibrio che si rompe quando inseriamo un elemento esterno in un ecosistema che ha impiegato migliaia di anni a costruirsi.
Un bosco che cambia
La scomparsa dello scoiattolo rosso non è solo una questione di numeri. Questo piccolo animale ha un ruolo chiave nell’ecosistema: trasporta semi, aiuta la crescita di nuove piante, fa parte della dieta di altri animali selvatici. Se lui sparisce, anche altre specie – funghi, uccelli, insetti – possono essere colpite. È come se mancasse un ingranaggio in un orologio: tutto il meccanismo ne risente.
Questa storia ci insegna quanto sia fragile la natura e quanto ogni specie, anche la più piccola, sia importante per il benessere dell’ambiente.
Cosa possiamo fare
Per fortuna, qualcosa si sta già muovendo. In Italia sono attivi diversi progetti per difendere lo scoiattolo rosso e limitare la diffusione del grigio. Ricercatori, guardiaparco e volontari studiano le popolazioni, utilizzano trappole non invasive, posizionano microchip per monitorare gli spostamenti e creano zone sicure dove il rosso può vivere e riprodursi senza essere disturbato.
Fonti utilizzate
Parco Po Piemontese (2024, 29 ottobre). Specie aliene e conservazione: il caso dello scoiattolo europeo. Parcopopiemontese.it. https://www.parcopopiemontese.it/news-dettaglio.php?id=80657
ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. (2020). Specie esotiche invasive in Italia: focus sullo scoiattolo grigio. www.specieinvasive.isprambiente.it.https://www.specieinvasive.isprambiente.it/index.php/it/specie-aliene-invasive/2-le-specie-invasive/50-specie-27
Colaianni, A. (2024, 21 gennaio). Scoiattoli in Italia: una storia di introduzioni, competizione e conservazioneCorriere.it. www.corriere.it. https://www.corriere.it/animali/24_gennaio_21/scoiattoli-italia-storia-introduzioni-competizione-conservazione-b10ee8f0-b480-11ee-b070-5f748958d222.shtml
Bertolino, S., & Genovesi, P. (2003). Spread and attempted eradication of the grey squirrel (Sciurus carolinensis) in Italy, and consequences for the red squirrel (S. vulgaris) in Eurasia. Biological Conservation, 109(3), 351–358. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0006320702001611

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